Messaggio del prelato (30 gennaio 2021)

In questo messaggio mons. Fernando Ocáriz ci invita a contribuire con le nostre preghiere a un progetto per migliorare lo slancio e il coordinamento del lavoro apostolico della Prelatura.

Lettere pastorali e messaggi
Opus Dei - Messaggio del prelato (30 gennaio 2021)

Carissimi, che Gesù mi protegga le mie figlie i miei figli!

Con queste righe voglio condividere con voi un progetto, affinché la vostra preghiera contribuisca efficacemente a realizzarlo.

Negli ultimi mesi è stato portato avanti uno studio sulla situazione delle circoscrizioni della Prelatura in vista del progetto di migliorare lo slancio e il coordinamento del lavoro apostolico, in esecuzione delle raccomandazioni dell’ultimo Congresso Generale (cfr. Lettera pastorale, 14-II-2017, nn. 13 e 15).

Grazie a Dio, e all'impulso di san Josemaría e dei suoi due primi successori, l'Opera lavora stabilmente in sessantotto paesi. Per questo siamo molto grati a Dio, che non cessa di proteggerci e benedirci e ringraziamo anche il Signore considerando il lavoro realizzato in questi ultimi quattro anni.

È DELLA MASSIMA IMPORTANZA L'APOSTOLATO PERSONALE DI CIASCUNO NEL PROPRIO AMBIENTE PROFESSIONALE, FAMILIARE E SOCIALE

Allo stesso tempo, siamo consapevoli delle sfide che la società attuale presenta ovunque alla vita e alla diffusione del Cristianesimo; situazioni di cui tutti abbiamo più o meno esperienza e che rendono l'apostolato in alcuni luoghi più difficile. Sebbene già si faccia un gran bene da molte parti, vorremmo che il Signore possa contare su più braccia per collaborare a far arrivare la gioia del Vangelo fino all'ultimo angolo della terra. Né la sproporzione tra la bellezza della vocazione e missione apostolica e i nostri limiti personali, né le difficoltà esterne possono far diminuire la nostra speranza e la nostra gioia al servizio di Dio, della Chiesa e del mondo.

D'altra parte, una realtà attuale molto positiva è la facilità di comunicare e di spostarsi tra città e paesi lontani, e ciò rende possibile ridurre il numero delle strutture organizzative di governo; ovviamente senza cambiarne la natura, poiché «non è in nostro potere cedere, tagliare o cambiare nulla di ciò che tocca lo spirito e organizzazione dell'Opera» (Istruzione, 19-III-1934, n. 20).

La riduzione del numero di strutture studiata dall'Assessorato Centrale e dal Consiglio Generale permetterà maggiore agilità ed efficienza nel lavoro e anche più attenzione alla cura delle persone, all'apostolato di ciascuno nel proprio ambiente professionale, familiare e sociale, oltre alle attività formative promosse in e dai centri della Prelatura.

Tutto ciò avrà bisogno di una parziale riorganizzazione territoriale. Ad esempio, se ora per dirigere il lavoro dell'Opera in due determinati paesi esistono due Commissioni e due Assessorati, si vedrà se, con i mezzi attuali e tenendo conto dell'esperienza acquisita in questi anni passati, possa essere più efficace una sola Commissione e un Assessorato in questi due territori per mantenere tutte le iniziative apostoliche, come è già stato fatto unendo Croazia e Slovenia. Per continuare a definire la riorganizzazione si conterà, come è logico, sul parere delle Commissioni e Assessorati interessati, e lo si farà poco alla volta.

Conto sulla preghiera e sull'impegno e iniziativa personale di ciascuna e di ciascuno

Conto sulla preghiera e sull'impegno e iniziativa personale di ciascuna e di ciascuno, per dare oggi vita al messaggio di nostro Padre. Raccomandiamo questo progetto all'intercessione materna di Santa Maria, e anche, specialmente in quest'anno, a quella di San Giuseppe.

Con tutto il suo affetto vi benedice

vostro Padre

Roma, 30 gennaio 2021