​Meditazioni: Battesimo del Signore

Riflessioni per meditare domenica 10 gennaio. Ecco i temi proposti: Come Giovanni, daremo testimonianza di Cristo; Un apostolato discreto, uno per uno; Seminare con la nostra amicizia.

Opus Dei - ​Meditazioni: Battesimo del Signore

Come Giovanni, daremo testimonianza di Cristo ǀ Un apostolato discreto, uno per uno ǀ Seminare con la nostra amicizia


Come Giovanni, daremo testimonianza di Cristo

«Il giorno dopo [Giovanni] vide Gesù venire verso di lui» (Gv 1, 29). Nostro Signore va incontro al Battista come uno qualunque, mescolato a migliaia di persone che venivano da ogni parte. «Gesù Cristo, che è Giudice dei peccatori, viene a battezzarsi tra gli schiavi»[1]. Per tutta quelle persone il falegname di Nazaret era uno dei tanti. Però lo sguardo del Battista scoprì in quel pellegrino il Figlio di Dio e non voleva battezzarlo. «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?» (Mt 3, 14). Gesù insistette e alla fine Giovanni dovette cedere.

«Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venne sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento”» (Mt 3, 16-17). San Giovanni Paolo II dice che «con la predicazione di Giovanni si conchiudeva la lunga preparazione, che si era svolta sul filo di tutta l’antica alleanza, e si può dire di tutta la storia umana, narrata dalle sacre Scritture. Giovanni sentiva la grandezza di quel momento decisivo, che interpretava come l’inizio di una nuova creazione, nella quale scopriva la presenza dello Spirito che aleggiava sulla prima creazione (Gv 1, 32; Gn 1, 2). Egli sapeva e confessava di essere un semplice annunciatore, precursore e ministro di Colui che sarebbe venuto a “battezzare con lo Spirito Santo”»[2].

Pochi giorni dopo Giovanni ricevette una singolare ambasceria. «Vi ricordate – domandava san Josemaría – di quelle scene che ci racconta il Vangelo, quando si sofferma sulla predicazione di Giovanni Battista? Nessuno ci capiva più niente! Sarà il Cristo, sarà Elia, sarà un Profeta? C’erano tali discussioni che “i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: Tu chi sei?” (Gv 1, 19). Al che Giovanni rispose: “Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo” (Gv 1, 26-27)”. Anche da noi il Signore si è fatto scoprire quando ci ha fatto vedere, con la luce dello Spirito Santo, di essere accanto a noi nel cammino della vita. Allora, come a Giovanni, ci ha chiesto di dargli testimonianza.


Un apostolato discreto, uno per uno

»Tutta la vita del Battista è stata spesa nell’attesa, nello sforzo di preparare il proprio cuore e quello degli altri in vista dell’arrivo del Redentore. Sua è stata la voce che gridava nel deserto: “Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri” (Mt 3, 3). Oggi la gioia di Giovanni è grande perché il Signore è arrivato; ora può esclamare: “Egli è colui del quale ho detto: ‘Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me’ (Gv 1, 30). Il nostro compito non è molto diverso da quello del Battista; quante volte potremmo ripetere [...] le parole del santo Vangelo: “In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete: Gesù Cristo” (Gv 1, 26). Senza spettacolo, con una naturalezza soprannaturale, Cristo si fa presente nella vostra vita e nella vostra parola per attrarre alla fede e all’amore coloro che nulla o ben poco sanno della Fede e dell’Amore»[3].

Giovanni dà testimonianza di Gesù; alcuni giorni prima aveva annunciato pubblicamente che egli non era il Messia, che il Cristo sarebbe venuto dopo. Poi, nel circolo intimo dei suoi discepoli, Giovanni rivelò dov’era il Signore: «Ecco l’Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo» (Gv 1, 29). Era un apostolato da persona a persona, che preparava alla chiamata divina lo spirito di chi l’ascoltava Un’altra volta, in maniera più diretta, il Battista lo indicò a Giovanni e ad Andrea: «Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: “Ecco l’Agnello di Dio!”. E i suoi discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù» (Gv 1, 35-37). Che efficacia! La parola del Battista predisposero le due prime vocazioni di apostoli. Poi Andrea e Giovanni avrebbero portato gli altri.

È facile che ci vengano in mente alcune parole di san Josemaría sull’apostolato dei cristiani in mezzo al mondo: «Voi non lo sapete, ma in tutti gli angoli della terra vi sono colleghi di lavoro e amici che stanno scoprendo Cristo nei vostri fratelli, in voi; e poi anche loro porteranno Cristo ad altri cuori, ad altre intelligenze. Siete Cristo che passa in mezzo alla strada; però dovete mettere i piedi dove li ha messi Lui»[4].


Seminare con la nostra amicizia

Molti venivano sulla rive del Giordano ad ascoltare Giovanni e a ricevere il suo battesimo. Per tutti aveva, dalle sue labbra di profeta, parole di luce e preparava tutti a ricevere il Signore. Inoltre aveva un gruppo più ridotto di discepoli, che formava al calore della sua conversazione. Ed è proprio da quel gruppo che vennero i primi che seguirono il Signore.

Ognuno di noi conosce numerose persone e forse, alcune volte, può diffondere il messaggio di Cristo in un uditorio molto vasto grazie a diversi mezzi. Comunque, particolarmente adatto alla diffusione del messaggio cristiano è l’apostolato che san Josemaría chiamava di amicizia e di confidenza. Lo descriveva così: «Dovete avvicinare le anime a Dio con la parola opportuna, che suscita prospettive di apostolato; con il consiglio discreto, aiutando a mettere a fuoco un problema in termini cristiani; con una conversazione amabile che aiuti a praticare la carità [...]. Però dovete attrarre soprattutto con l’esempio dell’integrità della vostra vita, mostrando di vivere – in un modo umile e audace a un tempo – una vita cristiana tra i vostri uguali, in una maniera normale ma coerente, e manifestando nelle nostre opere la nostra fede: questo sarà, con l’aiuto di Dio, il motivo della nostra efficacia»[5].

L’apostolato cristiano è servizio, diffusione del bene, amicizia; preoccupazione sincera per gli altri, improntata alla carità, che ci permette di trasmettere tutto ciò che riempie di gioia la nostra vita. I laici, in modo particolare, sono chiamati alla «loro libera e responsabile azione all’interno delle strutture temporali, nelle quali essi infondono il lievito del messaggio cristiano»[6]. Il panorama è immenso.

Possiamo mettere sotto la protezione materna della Madonna le persone che ci sono più vicine; chiediamo a lei di procurarci la grazia indispensabile per ravvivare la nostra ansia di seminare la parola divina attraverso la nostra amicizia. «Seminate, dunque – diceva san Josemaría –: io vi assicuro, nel nome del Padrone della messe, che avrete un buon raccolto»[7].


[1] San Giovanni Crisostomo, Omelie sul vangelo di san Matteo, 12, 1.

[2] San Giovanni Paolo II, Udienza, 11-VII-1990.

[3] San Josemaría, Lettera 15-VIII-1953, n. 11.

[4] San Josemaría, Appunti di una riunione familiare, 9-I-1969.

[5] San Josemaría, Lettera 24-III-1930, n. 11.

[6] San Josemaría, Colloqui, n. 59.

[7] San Josemaría, Lettera circolare, 24-III-1939.