Lavori ordinari e come santificarli (IX): Cooperazione internazionale

Massimo lavora da 21 anni su progetti di cooperazione internazionale di agricoltura sostenibile in diversi paesi del Mediterraneo. Il suo lavoro lo porta a viaggiare molto e a trovare modi diversi per coltivare la sua formazione spirituale.

Opus Dei - Lavori ordinari e come santificarli (IX): Cooperazione internazionale

Massimo è un agronomo che da più di 15 anni lavora nella cooperazione internazionale in progetti di agricoltura sostenibile e sviluppo rurale. Dopo alcuni anni da ricercatore e da libero professionista, ha ricevuto una proposta di lavoro che gli ha letteralmente cambiato la vita.

“Si è presentata all'inizio come una proposta di un lavoro temporaneo: serviva un agronomo che aiutasse nelle fasi finali di un progetto di sviluppo rurale in Libano. Ho accettato, anche sapendo che l’impegno sarebbe stato solo di qualche mese. Alla fine sono rimasto lì cinque anni!”.

"Ricorderò sempre il 2000 come un anno speciale: era l’anno del Giubileo, avevo sposato la donna della mia vita e avevo conosciuto la fede!”

L’esperienza in Libano è stata significativa per Massimo e non solo per il suo futuro - lì ha deciso che la cooperazione internazionale sarebbe stata la sua vocazione professionale - ma anche perché “lì ho scoperto la fede. Fino a quel momento avevo vissuto lontano dalla Chiesa, ma ero in procinto di sposare la mia fidanzata e stavo cercando un sacerdote che potesse prepararci al matrimonio. Casualmente conobbi un sacerdote dell’Opus Dei, che accettò di aiutarci. Ricorderò sempre il 2000 come un anno speciale: era l’anno del Giubileo, avevo sposato la donna della mia vita e avevo conosciuto la fede!”. Dopo qualche tempo è arrivata anche la vocazione all'Opus Dei come soprannumerario.

Successivamente il suo lavoro lo ha portato a viaggiare per tutto il Mediterraneo. Al Libano sono seguite la Siria e la Tunisia, toccando per brevi periodi sia i Balcani che l’America latina e l’Africa orientale.

il suo lavoro lo ha portato a viaggiare per tutto il Mediterraneo.

“Ogni progetto è come un bambino: - spiega Massimo - non ce n’è mai uno uguale all'altro. Questo perché la sua riuscita è legata sempre alla buona volontà dei singoli che scelgono di portarlo avanti. È un lavoro che si fa insieme e dove ognuno aggiunge un pezzo della propria esperienza: sia coloro che ricevono l'aiuto dall'organizzazione, sia chi viene da fuori per incoraggiare un cambiamento”.

Massimo è inoltre particolarmente legato al tempo in cui ha lavorato in Tunisia. Come il periodo in Libano, anche questo momento della sua vita cominciò con un fuori programma: “Nel 2010 ero pronto a partire per l’Algeria, ma all'ultimo momento la mia destinazione cambiò e fui destinato in Tunisia”. Dopo la prima messa, a cui Massimo partecipò una volta sul posto, il sacerdote al quale si era presentato esclamò contento: “Finalmente sei arrivato! Ti aspettavamo!”. “All'inizio ero confuso – ci racconta Massimo - in fondo neanche io, fino a pochissimo tempo prima, sapevo che sarei andato in Tunisia. Perché mi aspettavano? Il sacerdote mi spiegò che molti cooperatori dell’Opus Dei provenienti da diversi paesi africani frequentavano la sua chiesa e, da tempo, pregavano perché una persona dell’Opera venisse ad aiutarli per sostenerli in attività di formazione spirituale. Sapere questa cosa mi ha commosso molto, non potevo ricevere un benvenuto migliore!”.

“Così - prosegue Massimo - insieme a quel sacerdote, che tramite quei cooperatori aveva conosciuto la figura di san Josemaría, cominciammo a organizzare meditazioni, circoli e ritiri”. Giunto il momento di lasciare anche questo paese, Massimo ha proseguito le attività di formazione cristiana a distanza, tenendo il circolo a un cooperatore che era rimasto in Tunisia e utilizzando una modalità che oggi, dopo la pandemia di coronavirus, è diventata molto familiare, ma che allora non era affatto scontata: la videoconferenza!

in Tunisia da tre anni viene portata avanti l’iniziativa “Agriculture Durable” Ong Elis

La Tunisia, inoltre, è il luogo dove da tre anni viene porta avanti l’iniziativa “Agriculture Durable”, un progetto di agricoltura sostenibile (slegato dall'organizzazione di cui fa parte Massimo) della Ong di Elis. Il progetto consiste nel contribuire, insieme ad altri partner e al governo tunisino, allo sviluppo rurale sostenibile del paese, fornendo mezzi, conoscenze e, nel caso di Elis, formazione specifica ai giovani del luogo. Al termine dell’iniziativa i giovani coinvolti avranno la possibilità di presentare un proprio modello di business sostenibile e ricevere i fondi necessari per realizzarlo.

"vivere queste situazioni ti insegna a porti domande che finiscono per avvicinare alla fede anche coloro che lavorano con te"

Ogni tanto qualcuno chiede a Massimo perché abbia scelto un lavoro che lo fa stare tanto tempo lontano dalla sua famiglia e che non è remunerativo come altri: “Alla fine - conclude Massimo -, quello che rispondo è che questa attività mi ha preso per sempre. Mi ha permesso di conoscere da vicino la storia di molte persone e da ognuna imparo tanto! Sono storie di lavoro e impegno nelle cose più piccole e ordinarie, ma anche e soprattutto di crescita umana e di cambiamento, in alcuni casi, anche spirituale: vivere queste situazioni molto complesse e difficili ti insegna infatti a porti domande che finiscono in molti casi, e ne sono stato testimone, per avvicinare alla fede anche coloro che lavorano con te”.